Dentro la miniera, ho attraversato cunicoli bassi e polverosi dove la luce naturale scompare rapidamente e rimangono solo le lampade frontali. Camminare all’interno della miniera significa prestare attenzione a ogni passo: si inciampa e spesso si è costretti a piegare il corpo per evitare di sbattere la testa contro rocce molto basse. I minatori lavorano per giorni interi all’interno di questi luoghi, tengono foglie di coca nelle guance per affrontare le lunghe ore di lavoro, una pratica quotidiana che aiuta a sostenere la fatica fisica, a ridurre la fame e a sopportare l’altitudine. Durante la visita abbiamo portato foglie di coca, micce per le esplosioni e beveraggi come rispetto verso i lavoratori e verso la miniera stessa. La presenza di altari sono segni di ritualità che mostrano come in un ambiente così pericoloso la dimensione del sacro sia parte integrante della vita lavorativa.
La popolazione di Potosì vive un forte senso di orgoglio legato alla presenza delle miniere, considerato parte dell’identità e della sopravvivenza economica della città. Allo stesso tempo emergono lacrime, rabbia e dolore per il prezzo da pagare.
Questa storia fotografica nasce dall’esperienza vissuta sul posto, il mio intento non è esclusivamente documentaristico, ma quello di testimoniare un’esperienza diretta che mi ha emotivamente toccata.