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Paesaggi tascabili

Quando la “misura” diventa linguaggio
Valentina Guardigli

17 Febbraio 2026

16 Febbraio 2026

Parco tematico Italia in miniatura – Rimini

Ripercorrendo idealmente le tracce visive lasciate da Luigi Ghirri all’interno del parco tematico di Italia in Miniatura a Rimini, questo progetto nasce da un’esperienza di osservazione curiosa e ludica, ma anche profondamente analitica dello spazio e della percezione. Fin dai primi scatti sono stata attratta dal cortocircuito visivo generato dalle sproporzioni tra i visitatori e le architetture in scala ridotta: corpi reali che sovrastano città simboliche, figure umane che sembrano invadere paesaggi artificiali, presenze che trasformano il plastico in scena e la scena in racconto.

La ricerca fotografica si sviluppa come un percorso immersivo che accompagna chi osserva dentro una dimensione ambigua, sospesa tra documento e finzione. Realtà e riproduzione non si oppongono, ma si contaminano continuamente, fino a rendere incerto il confine tra ciò che è grande e ciò che è piccolo, tra ciò che è autentico e ciò che è costruito. I visitatori non sono più semplici spettatori del parco: diventano attori involontari, elementi compositivi, presenze narrative che completano e talvolta alterano il senso stesso delle miniature.

L’occhio viene ingannato con delicatezza, invitato a credere per un istante a illusioni dimensionali che ribaltano la logica dello spazio.

Nel susseguirsi delle fotografie, luoghi iconici e situazioni quotidiane si intrecciano: una Torre Eiffel che dialoga con le Alpi sullo sfondo, le acque della laguna veneziana attraversate da improbabili binari di gondole, bambini che giocano dentro una minuscola Piazza San Marco, ombre di giganti che sfiorano il Colosseo, oppure una testa che, per allineamento prospettico, diventa la terza cupola di una chiesa. Ogni immagine propone un piccolo slittamento di senso, una frattura minima nella percezione ordinaria.

La fotografia restituisce un mondo duplice: tangibile e allo stesso tempo irreale, familiare ma straniante, come se lo spettatore venisse improvvisamente trasportato dentro una scena cinematografica di Wes Anderson, dove ordine, colore e strane proporzioni convivono con un sottile senso di meraviglia.

Il progetto diventa così una riflessione visiva sulla scala, sulla percezione e sul ruolo dello sguardo: non solo ciò che vediamo, ma *come* lo vediamo determina la realtà che riconosciamo. E in questo spazio sospeso tra gioco e consapevolezza, il paesaggio tascabile si trasforma in un territorio mentale, dove la misura non è più una certezza, ma un’esperienza.

AUTORE

Valentina Guardigli

Ingegnere di professione, ma fotografa per passione da sempre. Ho scattato la mia prima foto da bambina, a malapena riuscendo a sorreggere la Yashica dei miei genitori  e da allora non ho più smesso. Amo esplorare la fotografia in tutte le sue forme: analogica, digitale, smartphone, 6×6 e Polaroid ma soprattutto imparare e crescere nuove tecniche e visioni. Amante del colore e delle forme e geometrie, ho deciso da qualch…
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