Tutto è partito dallo spreco divertente di rullini a cinque anni e dal rito alchemico della camera oscura di mio padre. Nel mezzo sono diventata un ingegnere (niente di irrimediabile), … ho mantenuto la mia natura curiosa e nomade. Cerco la diversità: negli sguardi delle persone, nell’anima delle città e in quella ‘saliva della terra’ che cambia sapore a ogni confine. Scatto per gratitudine, verso un mondo che non ha nulla di scontato.”