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Francesco Nardi

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BIO

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Napoletano trapiantato a Roma. Alla soglia del mezzo secolo. Esperto di comunicazione politica ed istituzionale. In precedenza ho lavorato per decine di riviste e giornali, ne ho diretto qualcuno: mi sono stancato abbastanza presto. Ho pubblicato raccolte, qualche saggio e un paio di romanzi epistolari. Sono dèmodè, nostalgico e libertario. Da giovane dicevo di essere “un buon partito ma non si sa per dove”, ma poi ho fatto di meglio: non sono mai arrivato.

Napoletano trapiantato a Roma. Alla soglia del mezzo secolo. Esperto di comunicazione politica ed istituzionale. In precedenza ho lavorato per decine di riviste e giornali, ne ho diretto qualcuno: mi sono stancato abbastanza presto. Ho pubblicato raccolte, qualche saggio e un paio di romanzi epistolari. Sono dèmodè, nostalgico e libertario. Da giovane dicevo di essere “un buon partito ma non si sa per dove”, ma poi ho fatto di meglio: non sono mai arrivato.

VISION

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Mai avrei creduto di poter comunicare per vie diverse da quelle della scrittura, che è ciò di cui ancora oggi mi nutro. Mi sono imbattuto nella fotografia per puro caso e senza la minima aspirazione, men che meno contando su alcuna vocazione. Ho scoperto poi, con grande sorpresa, di riuscire – attraverso le immagini – a manifestare più compiutamente le mie impressioni sul mondo che mi circonda e sulle persone che incontro. Fotografo estranei per strada: estranei che poi non lo sono più. In una “bustina di Minerva” Umberto Eco raccontava di avere “una connessione” con ogni libro che era in casa sua, anche con quelli che non aveva ancora letto. Ecco cosa capita ai soggetti delle mie foto, anche a quelli con i quali ho scambiato appena una parola: fanno parte della mia vita, per sempre.

Mai avrei creduto di poter comunicare per vie diverse da quelle della scrittura, che è ciò di cui ancora oggi mi nutro. Mi sono imbattuto nella fotografia per puro caso e senza la minima aspirazione, men che meno contando su alcuna vocazione. Ho scoperto poi, con grande sorpresa, di riuscire – attraverso le immagini – a manifestare più compiutamente le mie impressioni sul mondo che mi circonda e sulle persone che incontro. Fotografo estranei per strada: estranei che poi non lo sono più. In una “bustina di Minerva” Umberto Eco raccontava di avere “una connessione” con ogni libro che era in casa sua, anche con quelli che non aveva ancora letto. Ecco cosa capita ai soggetti delle mie foto, anche a quelli con i quali ho scambiato appena una parola: fanno parte della mia vita, per sempre.

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