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Daniela Dell’Anna

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BIO

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Mi chiamo Daniela Dell’Anna (Aleina) sono nata a Copertino nel 1980, sono una fotoamatrice con una passione per la fotografia di strada e il reportage. Amo il bianco e nero degli scatti di Diane Arbus, Paolo Pellegrin e Daido Moriyama e i colori vibranti della fotografia di Gustavo Minas.
Vagabondo per i luoghi familiari e non del Salento e non solo, fermando estranei in cerca di ritratti di strada, oppure aspettando minuti interi davanti ad uno scenario urbano in attesa di uno scatto da rubare.
Mi hanno nfluenzata l’amore per l’arte dei miei genitori: Ennio Dell’Anna (fotoamatore) e Rosaria De Benedittis (pittrice) entrambi autori dell’archivio fotografico on line: “Salento come Eravamo”.
Ho iniziato ad utilizzare le macchine fotografiche analogiche di casa.

Mi chiamo Daniela Dell’Anna (Aleina) sono nata a Copertino nel 1980, sono una fotoamatrice con una passione per la fotografia di strada e il reportage. Amo il bianco e nero degli scatti di Diane Arbus, Paolo Pellegrin e Daido Moriyama e i colori vibranti della fotografia di Gustavo Minas.
Vagabondo per i luoghi familiari e non del Salento e non solo, fermando estranei in cerca di ritratti di strada, oppure aspettando minuti interi davanti ad uno scenario urbano in attesa di uno scatto da rubare.
Mi hanno nfluenzata l’amore per l’arte dei miei genitori: Ennio Dell’Anna (fotoamatore) e Rosaria De Benedittis (pittrice) entrambi autori dell’archivio fotografico on line: “Salento come Eravamo”.
Ho iniziato ad utilizzare le macchine fotografiche analogiche di casa.

VISION

VISION

Il mio percorso continua e rinasce in un girovagare tra la pietra barocca e il sole, le pozzanghere le chiese e le possibili storie che accadono nei centri storici e nelle periferie: incontri, scoperte e lunghe attese.
Nelle nostre comunità differenziate e mutevoli ci avventuriamo tutti all’interno di grande libro urbano che ha ancora molto da raccontare.

Il mio percorso continua e rinasce in un girovagare tra la pietra barocca e il sole, le pozzanghere le chiese e le possibili storie che accadono nei centri storici e nelle periferie: incontri, scoperte e lunghe attese.
Nelle nostre comunità differenziate e mutevoli ci avventuriamo tutti all’interno di grande libro urbano che ha ancora molto da raccontare.

Daniela Dell’Anna

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