BIO
BIO
Le radici della mia memoria visiva affondano nell’infanzia. Nato a Viareggio, sul mare, ho trascorso i primi anni di vita viaggiando con la famiglia in Africa, seguendo gli spostamenti di mio padre per lavoro fino all’età di sei anni.
I ricordi di quel periodo sono indissolubilmente legati alle immagini che lui scattava con una Olympus OM10: quelle fotografie africane hanno strutturato il mio primo approccio alla luce e al racconto per immagini.
Nel corso degli anni, gli impegni accademici e l’attività professionale, in un settore diverso da quello fotografico, hanno parzialmente ridotto lo spazio dedicato alla pratica sul campo, ma non hanno mai interrotto la mia ricerca. Ho continuato a studiare, osservare e coltivare un’identità visiva che nel tempo si è ampliata, stratificata e ridefinita.
Le radici della mia memoria visiva affondano nell’infanzia. Nato a Viareggio, sul mare, ho trascorso i primi anni di vita viaggiando con la famiglia in Africa, seguendo gli spostamenti di mio padre per lavoro fino all’età di sei anni.
I ricordi di quel periodo sono indissolubilmente legati alle immagini che lui scattava con una Olympus OM10: quelle fotografie africane hanno strutturato il mio primo approccio alla luce e al racconto per immagini.
Nel corso degli anni, gli impegni accademici e l’attività professionale, in un settore diverso da quello fotografico, hanno parzialmente ridotto lo spazio dedicato alla pratica sul campo, ma non hanno mai interrotto la mia ricerca. Ho continuato a studiare, osservare e coltivare un’identità visiva che nel tempo si è ampliata, stratificata e ridefinita.
VISION
VISION
La mia ricerca fotografica si basa sull’eliminazione del superfluo per far emergere la struttura essenziale delle cose. Questo approccio si sviluppa attraverso tre direttrici principali, collegate tra loro dal rigore compositivo e dalla post-produzione digitale:
Il Bianco e Nero e il Gesto Urbano: il monocromo non è una scelta estetica superficiale, ma lo strumento per isolare la geometria delle forme e la nettezza dei contrasti. Nella fotografia urbana, questa scelta serve a decontestualizzare lo spazio cittadino, trasformandolo in un teatro in cui si muove la presenza umana. Il focus è incentrato sulla spontaneità e sulla forza espressiva del gesto quotidiano, catturato nella sua essenzialità.
Il Paesaggio e le Prospettive Aeree: la lettura del territorio si muove tra la fotografia di documentazione e la visione astratta. Attraverso l’uso della fotografia paesaggistica tradizionale e l’integrazione di sistemi SAPR, sfrutto le ore di luce critica — alba e tramonto — per ridefinire i volumi geografici. La prospettiva aerea e le inquadrature zenitali consentono di spezzare la tridimensionalità del paesaggio, trasformandolo in linee, texture e geometrie bidimensionali.
Lo Still Life Concettuale: negli spazi controllati dello still life, la visione si fa puramente geometrica e minimalista. Ogni oggetto viene isolato e studiato attraverso l’interazione tra la luce e l’ombra profonda. Non si tratta di una semplice riproduzione del soggetto, ma di una ricerca formale in cui il rigore dell’inquadratura, la gestione del dettaglio e l’equilibrio dei pesi visivi creano un’atmosfera sospesa e onirica.
La mia ricerca fotografica si basa sull’eliminazione del superfluo per far emergere la struttura essenziale delle cose. Questo approccio si sviluppa attraverso tre direttrici principali, collegate tra loro dal rigore compositivo e dalla post-produzione digitale:
Il Bianco e Nero e il Gesto Urbano: il monocromo non è una scelta estetica superficiale, ma lo strumento per isolare la geometria delle forme e la nettezza dei contrasti. Nella fotografia urbana, questa scelta serve a decontestualizzare lo spazio cittadino, trasformandolo in un teatro in cui si muove la presenza umana. Il focus è incentrato sulla spontaneità e sulla forza espressiva del gesto quotidiano, catturato nella sua essenzialità.
Il Paesaggio e le Prospettive Aeree: la lettura del territorio si muove tra la fotografia di documentazione e la visione astratta. Attraverso l’uso della fotografia paesaggistica tradizionale e l’integrazione di sistemi SAPR, sfrutto le ore di luce critica — alba e tramonto — per ridefinire i volumi geografici. La prospettiva aerea e le inquadrature zenitali consentono di spezzare la tridimensionalità del paesaggio, trasformandolo in linee, texture e geometrie bidimensionali.
Lo Still Life Concettuale: negli spazi controllati dello still life, la visione si fa puramente geometrica e minimalista. Ogni oggetto viene isolato e studiato attraverso l’interazione tra la luce e l’ombra profonda. Non si tratta di una semplice riproduzione del soggetto, ma di una ricerca formale in cui il rigore dell’inquadratura, la gestione del dettaglio e l’equilibrio dei pesi visivi creano un’atmosfera sospesa e onirica.
PROGETTI
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