BIO
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Mi firmo Statica e fotografo per passione, senza la pretesa di arrivare da nessuna parte se non più vicino a ciò che guardo.
La fotografia è entrata nella mia vita nel 2015, con la mia prima Pentax K-50 e con un amico fotografo che mi ha insegnato le prime cose: non solo la tecnica, ma soprattutto l’attenzione. Da allora porto spesso la fotocamera con me. Non come uno strumento per raccogliere immagini, ma come un modo per restare presente nei luoghi che attraverso.
Mi riconosco nel ritratto, nel reportage e nella street photography. Mi attirano le città, il mare, le strade, i mercati, le stazioni, i cortili, gli spazi intimi. Cerco la luce quando cade su un volto, una geometria nascosta in una piazza, un gesto minimo, un passaggio, una solitudine, una memoria che resta sulle cose. Ma soprattutto cerco qualcosa che nasce dentro di me mentre guardo, e che spero possa arrivare anche a chi osserva le mie fotografie.
Le persone hanno un posto centrale nel mio sguardo. Amo i ritratti, amo fotografare i bambini, amo quei momenti in cui una presenza non ha bisogno di essere spiegata. Mi interessa ciò che accade prima o dopo l’istante evidente: un’espressione trattenuta, un movimento appena iniziato, un incontro breve, una distanza che dice qualcosa.
Padova è il luogo da cui spesso parto e a cui ritorno. Prato della Valle, in particolare, è per me una specie di casa visiva: uno spazio familiare, attraversato tante volte, eppure sempre capace di restituire un dettaglio nuovo. Venezia è un altro luogo che amo osservare, non solo nella sua bellezza più riconoscibile, ma nei suoi margini, nei passaggi, nei volti che la abitano.
Negli anni ho avuto la fortuna di seguire diversi workshop e percorsi formativi dedicati al reportage, al ritratto di strada, al fotogiornalismo e alla costruzione del portfolio, con fotografi e docenti come Andrea Bernesco, Francesco Cito, Riccardo Bononi, Fulvio Bugani, Gabriele Galimberti, Tony Gentile, Raffaele Petralla e Andrea Signori.
Continuo a frequentare mostre, festival e occasioni di confronto, perché la fotografia per me è anche ascolto, studio, curiosità, desiderio di capire.
Amo Elliott Erwitt per la sua capacità di tenere insieme ironia, tenerezza e precisione dello sguardo.
Forse è anche questo che cerco: immagini capaci di restare semplici, ma non superficiali.
Mi firmo Statica e fotografo per passione, senza la pretesa di arrivare da nessuna parte se non più vicino a ciò che guardo.
La fotografia è entrata nella mia vita nel 2015, con la mia prima Pentax K-50 e con un amico fotografo che mi ha insegnato le prime cose: non solo la tecnica, ma soprattutto l’attenzione. Da allora porto spesso la fotocamera con me. Non come uno strumento per raccogliere immagini, ma come un modo per restare presente nei luoghi che attraverso.
Mi riconosco nel ritratto, nel reportage e nella street photography. Mi attirano le città, il mare, le strade, i mercati, le stazioni, i cortili, gli spazi intimi. Cerco la luce quando cade su un volto, una geometria nascosta in una piazza, un gesto minimo, un passaggio, una solitudine, una memoria che resta sulle cose. Ma soprattutto cerco qualcosa che nasce dentro di me mentre guardo, e che spero possa arrivare anche a chi osserva le mie fotografie.
Le persone hanno un posto centrale nel mio sguardo. Amo i ritratti, amo fotografare i bambini, amo quei momenti in cui una presenza non ha bisogno di essere spiegata. Mi interessa ciò che accade prima o dopo l’istante evidente: un’espressione trattenuta, un movimento appena iniziato, un incontro breve, una distanza che dice qualcosa.
Padova è il luogo da cui spesso parto e a cui ritorno. Prato della Valle, in particolare, è per me una specie di casa visiva: uno spazio familiare, attraversato tante volte, eppure sempre capace di restituire un dettaglio nuovo. Venezia è un altro luogo che amo osservare, non solo nella sua bellezza più riconoscibile, ma nei suoi margini, nei passaggi, nei volti che la abitano.
Negli anni ho avuto la fortuna di seguire diversi workshop e percorsi formativi dedicati al reportage, al ritratto di strada, al fotogiornalismo e alla costruzione del portfolio, con fotografi e docenti come Andrea Bernesco, Francesco Cito, Riccardo Bononi, Fulvio Bugani, Gabriele Galimberti, Tony Gentile, Raffaele Petralla e Andrea Signori.
Continuo a frequentare mostre, festival e occasioni di confronto, perché la fotografia per me è anche ascolto, studio, curiosità, desiderio di capire.
Amo Elliott Erwitt per la sua capacità di tenere insieme ironia, tenerezza e precisione dello sguardo.
Forse è anche questo che cerco: immagini capaci di restare semplici, ma non superficiali.


