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Nel ventre del Cerro Rico

Le miniere di Potosì
Derena Beccari

18 Febbraio 2026

14 Febbraio 2026

Potosi

Entrare nelle miniere di Potosì è stata un’esperienza diretta e fisica, che mi ha portato dentro un luogo dove il lavoro, il rischio e la fatica sono parte della quotidianità. Il Cerro Rico, montagna simbolo dell’estrazione dell’argento fin dall’epoca coloniale, continua ancora oggi a essere un ambiente duro e instabile, segnato da condizioni di lavoro estreme e da un costo umano altissimo

Dentro la miniera, ho attraversato cunicoli bassi e polverosi  dove la luce naturale scompare rapidamente e rimangono solo le lampade frontali.  Camminare all’interno della miniera significa prestare attenzione a ogni passo: si inciampa e spesso si è costretti a piegare il corpo per evitare  di sbattere la testa contro rocce molto basse.  I minatori lavorano per giorni interi all’interno di questi luoghi, tengono foglie di coca nelle guance per affrontare le lunghe ore di lavoro, una pratica quotidiana che aiuta a sostenere la fatica fisica, a ridurre la fame e a sopportare l’altitudine. Durante la visita abbiamo portato foglie di coca, micce per le esplosioni e beveraggi come rispetto verso i lavoratori e verso la miniera stessa. La presenza di altari sono segni di ritualità che mostrano come in un ambiente così pericoloso la dimensione del sacro sia parte integrante della vita lavorativa.

La popolazione di Potosì vive un forte senso di orgoglio legato alla presenza delle miniere, considerato parte dell’identità e della sopravvivenza economica della città. Allo stesso tempo emergono lacrime, rabbia e dolore per il prezzo da pagare.

Questa storia fotografica nasce dall’esperienza vissuta sul posto, il mio intento non è esclusivamente documentaristico, ma quello di testimoniare un’esperienza diretta che mi ha emotivamente toccata.

Le immagini diventano un tentativo di fissare un’esperienza raccontando un incontro ravvicinato con un luogo fisicamente ostile e con le persone che lo abitano ogni giorno. Un ricordo emotivo che rimane nel tempo, che continua a farsi sentire anche dopo essere riemersa in superficie.

AUTORE

Derena Beccari

Viaggiare ed esplorare sono elementi fondamentali del mio percorso umano e fotografico. Guidata dalla curiosità mi muovo attraverso i luoghi e le relazioni con un approccio aperto e partecipativo, privilegiando l’incontro con le persone e i contesti che vivo. La fotografia è per me uno strumento di racconto e di ascolto: un modo per dare forma alle esperienze vissute e per restituire ciò che rimane dentro e fuori di me.
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