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(IN)VISIBILITA’ / La Casa degli Eroi

Quando abbandono e desolazione camminano a braccetto con riscatto e resilienza
Maurizio Navarro

12 Febbraio 2026

12 Febbraio 2026

Villaggio Coppola, Caserta

Breve reportage su questo luogo pieno di contraddizioni, all’epoca fondato con la “speranza di..”, ma che ad oggi, quella speranza abita solo negli occhi di chi ama forte.

Un luogo malinconico, a tratti surreale. Qui la comfort zone comune viene spezzata in modo drastico, sia negli occhi che nel cuore. Ed in qualche modo a me ignoto, il tempo ha trasformato cose d’uso comune, in oggetti che provocano disagio fisico ed emotivo. Vedere un passeggino capovolto sul fondo di una piscina senza acqua, e corrosa dal tempo, fa un certo effetto. Soprattutto se si è genitori come me. Qui riecheggiano vergogna ed indifferenza, lontane da occhi indiscreti, incubandosi come un virus da decenni. Tra queste mura si avverte come un’atmosfera sottile di sensi di colpa, un peso ad ogni passo, come se volesse tirarti giù, piano piano, ma senza mai inghiottirti completamente. Eppure questo girone dantesco è solo un “quadrato”, una zona circoscritta in una più grande e soprattutto viva. Ecco in questo posto ci sono gli invisibili, perché al di la di questo angolo di desolazione, (ma nemmeno troppo al di la, ai bordi) ci sono io, ci sei tu, ci siete voi, noi, loro. Si, perché questa sensazione riguarda tutti quanti, nessuno escluso. Mentre giravo con la fotocamera in mano, la gente mi guardava attonita e curiosa, timida ma allo stesso tempo carica di far sentire la loro voce, sperando che io avessi portato il loro messaggio al mondo. Alcuni mi hanno fermato, mi hanno spiegato tante cose di loro spontanea volontà, senza che chiedessi loro nulla. Vedevo il fuoco ardere nei loro occhi e lo sentivo nelle loro parole, cercando quasi di giustificarsi di quella metastasi che li sta affliggendo, che li sta sporcando la faccia, l’anima, agli occhi del mondo. E molte di queste persone hanno visto la nascita, il prosperare ed infine il declino di questo luogo, ed il loro retaggio è altissimo. Si sono autoproclamati eroi, decidendo di restare, e quindi scegliere la strada più difficile. Ma loro non lo sanno, o forse si. Ma di sicuro, le grandi storie sono fatte da persone che hanno un cuore grande ed amano forte.

Questo piccolo reportage è una raffigurazione reale del disagio. E metaforicamente può essere interpretato in infiniti modi, anche molto introspettivi e profondamente personali.

AUTORE

Maurizio Navarro

Sono un semplicissimo uno qualunque, un meticcio oserei dire, di due società agli antipodi, nato alla fine degli anni 80, analogici e puri, cresciuto nei kilobyte del pc quando dovevi connetterti ad internet impedendo di usare il telefono di casa, per passare agli squilli con i primi cellulari, ad arrivare ad oggi, un po boomer e un po millenial, ma sempre figlio dell’empatia e delle cose tangibili, che restano. Scatto…
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