BIO
BIO
Ne “L’Ideologia Tedesca”, Karl Marx fantasticava di una società in cui si potesse cacciare al mattino, pescare al pomeriggio, allevare bestiame la sera e fare il critico dopo cena, così, come ci gira, senza diventare mai un vero cacciatore, pescatore, pastore o critico. Era un rifiuto verso il lavoro che riduce l’individuo a una singola funzione, e un colpo contro la disumanizzazione e il conformismo.
Ho sempre faticato ad attaccarmi un’etichetta (soprattutto al lavoro) perché, tecnicamente, sono un gran bel niente: non sono un fotografo, eppure mi ostino a raccontare il mondo attraverso un obiettivo; non sono un pilota di MotoGP, eppure guido la mia moto sui passi di montagna con istinto suicida; non sono un artista, eppure spreco inchiostro stilografico per scarabocchi senza senso; non sono un pesce, eppure in qualche modo trovo pace a respirare azoto a 30 metri di profondità; non sono uno scrittore, eppure la vita inspiegabilmente mi ispira a scrivere poesie.
Ma a 52 anni, so esattamente cosa vorrei non essere: un manager nell’assolutamente avvincente mondo dell’Information Technology.
Ne “L’Ideologia Tedesca”, Karl Marx fantasticava di una società in cui si potesse cacciare al mattino, pescare al pomeriggio, allevare bestiame la sera e fare il critico dopo cena, così, come ci gira, senza diventare mai un vero cacciatore, pescatore, pastore o critico. Era un rifiuto verso il lavoro che riduce l’individuo a una singola funzione, e un colpo contro la disumanizzazione e il conformismo.
Ho sempre faticato ad attaccarmi un’etichetta (soprattutto al lavoro) perché, tecnicamente, sono un gran bel niente: non sono un fotografo, eppure mi ostino a raccontare il mondo attraverso un obiettivo; non sono un pilota di MotoGP, eppure guido la mia moto sui passi di montagna con istinto suicida; non sono un artista, eppure spreco inchiostro stilografico per scarabocchi senza senso; non sono un pesce, eppure in qualche modo trovo pace a respirare azoto a 30 metri di profondità; non sono uno scrittore, eppure la vita inspiegabilmente mi ispira a scrivere poesie.
Ma a 52 anni, so esattamente cosa vorrei non essere: un manager nell’assolutamente avvincente mondo dell’Information Technology.
VISION
VISION
La mia visione fotografica fonde ingegneria ad alta fedeltà e una narrazione cinica ma romantica.
La scelta della mia attrezzatura (ora una R5 MK2 con RF 24-70 f2.8L e RF 70-200 f2.8L) riflette la dedizione alla verità ottica e a un realismo di precisione, rigettando la nostalgia e le simulazioni pellicola.
Il poeta che è in me cerca una storia, mentre il Project Manager esige struttura e razionalità. Ecco perché tendo a inquadrare il mondo con linee decise, cercando l’ordine nel caos. La mia composizione è tipicamente intenzionale; gli elementi accidentali sono ammessi solo se necessari.
Non mi sforzo di lusingare nessuno o di creare arte per Instagram. Le mie immagini offrono una prospettiva solitaria, documentando il mondo con un occhio distaccato., catturano i soggetti nel loro stato più crudo e veritiero, celando spesso un significato profondo e implicito.
La mia visione fotografica fonde ingegneria ad alta fedeltà e una narrazione cinica ma romantica.
La scelta della mia attrezzatura (ora una R5 MK2 con RF 24-70 f2.8L e RF 70-200 f2.8L) riflette la dedizione alla verità ottica e a un realismo di precisione, rigettando la nostalgia e le simulazioni pellicola.
Il poeta che è in me cerca una storia, mentre il Project Manager esige struttura e razionalità. Ecco perché tendo a inquadrare il mondo con linee decise, cercando l’ordine nel caos. La mia composizione è tipicamente intenzionale; gli elementi accidentali sono ammessi solo se necessari.
Non mi sforzo di lusingare nessuno o di creare arte per Instagram. Le mie immagini offrono una prospettiva solitaria, documentando il mondo con un occhio distaccato., catturano i soggetti nel loro stato più crudo e veritiero, celando spesso un significato profondo e implicito.
































